Sicilia: strage Trapani, sterminato intero nucleo familiare, nuove indiscrezioni!

gen 12, 2012 by

tragedia trapani Sicilia: strage Trapani, sterminato intero nucleo familiare, nuove indiscrezioni!

Sicilia: strage Trapani, sterminato intero nucleo familiare, nuove indiscrezioni!

Un uomo di quarant’anni, Pietro Fiorentino, trapanese, si è tolto la vita gettandosi dal balcone di una palazzina nella via Omero a Trapani in Sicilia mentre tutto l’appartamento prendeva fuoco, fiamme che hanno richiesto delle squadre speciali dei Vigili del Fuoco del capoluogo della provincia di Trapani nella Sicilia Occidentale. Ma il suicidio di Pietro Fiorentino è avvenuto a seguito di una strage che lo stesso ha commesso uccidendo la ex moglie, Stefania Mighali, di 39 anni da cui era separato da alcuni mesi,  la figlia Daniela di appena 8 anni, il cognato Hanzi Rindinella, 50 anni, e la suocera disabile Nunzia Rintinella, 77 anni. Pietro Fiorentino non aveva accettato la decisione di separazione dalla moglie e stamattina ha deciso di farla finita sterminando un intero nucleo familiare.

Dalle prime indiscrezioni sembra che alla base della tragedia ci siano delle frequenti liti dovute alla separazione tra l’autore della tragedia Pietro Fiorentino e la moglie Stefania Mingali uccisa insieme alla figlia, alla suocera disabile Nunzia Rintinella, 77 anni, e il cognato Hanzi, 55 anni. Sembra che da tempo l’uomo tormentava la donna chiedendole denaro e dicendole di voler tornare insieme a lei, tuttavia come ha confermato il procuratore di Trapani, Marcello Viola, “non era stata presentata alcuna denuncia per stalking”. L’edificio in cui si è consumata la strage si trova all’angolo tra via Salemi e via Omero, alla periferia di Trapani. L’insano gesto al termine di una presunta furibonda lite che ha visto protagonista il quarantenne trapanese, Pietro Fiorentino, che ha volontariamente, preso da un raptus follia, chiudere un capitolo della propria vita, prima uccidendo la ex moglie, la figlia di appena otto anni, il cognato e la suocera, l’uomo ha proseguito la strage appiccando fuoco e successivamente si è tolto la vita gettandosi dal balcone dell’ultimo piano della palazzina di via Omero a Trapani.

Alcuni dettagli riportati sul sito marsala.it: “Corretta l’ora della strage: è tutto avvenuto intorno alle tre di notte. E’ intorno a quell’ora che Pietro Fiorentino ha dato fuoco alla casa e si è lanciato dal balcone. Le  squadre dei vigili del fuoco, polizia e carabinieri hanno cercato di domare le fiamme aiutando le altre famiglie ad evacuare il palazzo. Un centinaio le persone evacuate. Solo all’alba, alcuni pompieri attraverso le scale aeree sono riusciti a raggiungere l’appartamento in fiamme scoprendo l’orrenda verità. La moglie di Fiorentino, Stefania Mighali, quarantenne pure lei, senza vita accanto alla figlioletta Daniela, a pochi passi dalla madre, Nunzia Rintinella, 77 anni, e dal fratello disabile, Hanzi di 55 anni. Epilogo di una storia di stalking adesso richiamata dai vicini che parlano di numerose liti della coppia, dell’appello della donna ai carabinieri per essere aiutata ad allontanare il marito, di denunce probabilmente sottovalutate. Si sarebbe così giunti nei mesi scorsi a una separazione sempre rifiutata da Fiorentino che a quanto pare continuava a presentarsi in casa. Come avrebbe fatto nella serata di mercoledì, a tarda ora, quando è cominciata una lite con voci, grida e lanci di oggetti. Una lite andata avanti, pare, per ore. Appunto, fino alle tre circa, quando è accaduto il peggio. Sul posto sono intervenute nella notte ben quattro squadre dei vigili del fuoco. A dare l’allarme è stato uno dei vicini della famiglia, che ha sentito lo schianto del corpo di Fiorentino, che si è suicidato lanciandosi dal terrazzo della palazzina, e, dopo aver visto il cadavere dalla finestra, ha chiamato i carabinieri. Ma la pattuglia dei carabinieri, arrivata tempestivamente, si è accorta che dall’abitazione del quinto piano usciva del fumo. Da lì l’intervento dei vigili del fuoco e la scoperta del massacro. Pare che Fiorentino avesse chiuso a chiave i familiari in una stanza (magari prima stordendoli con un corpo contundente) e poi dato fuoco alla casa”. 

Dopo averli uccisi, ha portato i loro corpi in una stanza, cospargendoli di liquido infiammabile, probabilmente benzina. Poi ha appiccato il fuoco che si e’ propagato presto in tutto l’appartamento. Poi e’ andato sulla terrazza dell’immobile di via Omero e si e’ buttato giu’, facendo un volo di cinque piani. L’allarme e’ scattato intorno alle 5, quando la vicina ha visto il corpo per terra. Poi il fumo e le fiamme, con l’evacuazione dello stabile.

Redazione Esclusivista (fonti marsala.it – castelvetranoselinunte.it)

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