Costa Concordia: la verità nella scatola nera, sale il numero delle vittime

Costa Concordia: la verità nella scatola nera, sale il numero delle vittime
Una tragedia quella della Costa Concordia, naufragata nelle vicinanze dell’Isola del Giglio, venerdì scorso , con a bordo oltre 4000 persone. Nelle ultime ore è salito il numero dei morti che è di 6 vittime e di altre 16 persone che sono attualmente disperse. I commenti dei passeggeri sono stati molto negativi all’indirizzo degli aiuti forniti dall’equipaggio anche se, ad esempio, l’attrice Francesca Rettondini, nel corso dello Speciale Tg5 sulla tragedia della Costa Concordia, ha in un certo rettificato il “tiro” dichiarando che forse gli uomini dell’equipaggio erano impegnati per cercare di salvare chi si trovava nella propria cabina e non nel ristorante. Aumentano le polemiche sulla gestione dell’emergenza da parte del comandante della nave Francesco Schettino e sull’impreparazione del personale. Schettino, infatti, non avrebbe immediatamente mandato il ”may day”, dopo l’urto con lo scoglio a poca distanza dall’isola del Giglio. Quando i passeggeri si sono accorti che qualcosa non andava, vi è chi ha chiamato dal cellulare amici o familiari. Alcuni di questi ultimi, a loro volta, hanno chiamato le forze dell’ordine.
Resta il fatto che per l’incidente nautico capitato al “colosso” della Costa è attualmente in stato di fermo il capitano Schettino, che è accusato dalla Procura di Grosseto di alcuni reati, fra i quali, quello dell’abbandono della nave, che secondo indiscrezioni è avvenuto intorno alla mezzanotte di venerdì. Questa teoria non trova però riscontro nella testimonianza di alcuni collaboratori dell’equipaggio ma per il momento l’unico responsabile è il capitano della Costa Concordia Schettino. Chiaramente l’analisi delle risultanze della scatola nera potrà chiarire le dinamiche che hanno portato la nave crociera a ridosso delle coste toscane ed in prossimità dell’Isola del Giglio. L’operazione effettuata doveva servire per salutare la popolazione isolana, un gesto “nobile” che invece ha riservato la tragedia.
La procura di Grosseto indaga sul perchè la nave si trovasse a soli 150 metri dalla costa, distanza completamente fuori da ogni regola, una manovra che alla fine è costata carissima. Con le indagini in corso anche alcuni commissari di bordo tengono le bocche cucite, una manovra del genere forse era stata effettuata altre volte senza alcun danno ma stavolta la roccia che ha squarciato il fondo della nave per circa 70 metri ha creato un disastro pazzesco. A favore del Capitano Schettino c’è però la manovra di emergenza che ha evitato una sciagura di dimensioni enormi, infatti con la nave in avaria per via del masso di roccia che ha bucato il fondo, il capitano dell’equipaggio è stato abile ed allo stesso tempo rapido nell’effettuare una manovra di emergenza che ha evitato un disastro maggiore e tantissime vittime.
Le risultanze della scatola nera della Costa Concordia saranno messe al vaglio degli inquirenti e proprio attorno alla scatola nera ruotano, secondo gli inquirenti, le verità della strage nelle vicinanze dell’Isola del Giglio della Costa Concordia che a bordo aveva, fra equipaggio e passeggeri, circa 4000 persone. Sul web tanti sono i video choc delle persone che hanno trovato il tempo per riprendere le immagini del panico che ha coinvolto tutti e secondo alcune indiscrezioni ha fatto pure vittime.
Sale a sei il bilancio delle vittime accertate sulla nave Costa Concordia, naufragata all’isola del Giglio venerdì sera. I vigili del fuoco, che hanno proseguito le ricerche anche questa notte, hanno ritrovato un sesto cadavere. Scende quindi a 16 il numero dei dispersi, dieci passeggeri e sei membri dell’equipaggio. Tra questi vi sarebbe anche una bambina di cinque anni e due donne siciliane, risultate presenti nella scialuppa di salvataggio ma che non hanno dato alcuna comunicazione ai familiari.
Redazione Esclusivista

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